STORIA DELL'EUROPA ORIENTALE
1° Anno - Primo Semestre
Frequenza Non obbligatoria
- 6 CFU
- 30 ore
- ITALIANO
- Sede di Trieste
- Opzionale
- Convenzionale
- Orale
- SSD M-STO/03
- Caratterizzante
Conoscenza e capacità di comprensione: conoscere le principali dinamiche politiche e sociali dell’Europa orientale fra Otto e Novecento, elaborando idee originali, spesso in un contesto di ricerca.
Conoscenza e capacità di comprensione applicate: essere in grado di applicare le proprie conoscenze per comprendere l’interazione fra il più largo contesto internazionale e l’evoluzione del quadro storico a livello nazionale e regionale, anche in una prospettiva interdisciplinare.
Autonomia di giudizio: saper rielaborare le conoscenze storiche e storiografiche e gestire le complessità, per costruire giudizi autonomi e riflettere sui temi politici, economici e culturali affrontati.
Abilità comunicative: essere in grado di esporre con padronanza di linguaggio i contenuti appresi e le proprie conclusioni a interlocutori specialisti e non specialisti.
Capacità di apprendere: aver sviluppato la propria capacità di apprendimento in modo da poterla poi applicare autonomamente anche ad altri ambiti del sapere.
Si richiede una conoscenza di base della storia contemporanea.
Il corso inizierà con una panoramica sui nazionalismi radicali e i fascismi in Europa centro-orientale nella prima metà del Novecento, esaminando i diversi orientamenti interpretativi espressi dalla storiografia internazionale su questi temi. Ci si concentrerà poi sul nazionalismo romeno, prendendo in esame in modo specifico il caso della Transilvania, una terra di confine passata dall’Impero asburgico alla Grande Romania alla fine della Prima guerra mondiale, che offre quindi l’opportunità di studiare le dinamiche del nazionalismo moderno nel passaggio da una condizione oppositiva ad una condizione dominante. Verrà in seguito studiata più ampliamente l’evoluzione del nazionalismo romeno dalla fine dell’Ottocento al periodo interbellico, con la sua progressiva acquisizione di connotati di tipo fascista, e si esaminerà il modo in cui elementi dell’ideologia nazionalista continuarono ad essere presenti anche all’interno del regime comunista romeno, in particolare a partire dalla fine degli anni Cinquanta. Infine, si prenderà in esame il nazionalismo e lo studio del nazionalismo dopo la fine del regime comunista. Nel corso delle lezioni saranno letti e discussi brani tratti dalla storiografia concernente il tema del nazionalismo e del fascismo transnazionale, oltre a documenti storici dell’epoca esaminata.
1. Francesco Guida, Romania, Milano, Unicopli, 2009
Si suggerisce di integrare lo studio di questo volume con: Keith Hitchins, Romania. Storia e cultura, Trieste, Beit, 2015
2. Inoltre, almeno un volume a scelta fra i seguenti:
Marco Bresciani (a cura), Le destre europee. Conservatori e radicali tra le due guerre, Roma, Carocci, 2021
Roland Clark, Holy legionary youth. Fascist activism in interwar Romania, Ithaca-London, Cornell University Press, 2015
Emanuela Costantini, Nae Ionescu, Mircea Eliade, Emil Cioran: antiliberalismo nazionalista alla periferia d’Europa, Perugia, Morlacchi, 2005
Constantin Iordachi, The Fascist Faith of the Legion "Archangel Michael" in Romania, 1927–1941. Martyrdom and National Purification, Abingdon-New York, Routledge, 2023
Alexandra Laignel-Lavastine, Il fascismo rimosso. Cioran, Eliade, Ionesco: tre intellettuali rumeni nella bufera del secolo, Torino, Utet libreria, 2008
Irina Livezeanu, Cultural Politics in Greater Romania. Regionalism, Nation Building and Ethnic Struggle, 1918-1930, Ithaca and London, Cornell University Press, 1995
Thomas Lorman, The making of the Slovak people's party: religion, nationalism and the culture war in early 20th-Century Europe, London, Bloomsbury Academic, 2021
Goran Miljan, Croatia and the Rise of Fascism. The Youth Movement and the Ustasha During WWII, London-New York, I.B. Tauris, 2018
Nicholas M. Nagy-Talavera, The Green Shirts and the Others. A History of Fascism in Hungary and Romania, Iaşi-Oxford-Portland, The Center for Romanian Studies, 2001
David D. Roberts, Fascist interactions. Proposals for a new approach to fascism and its era, 1919-1945, New York-Oxford, Berghahn, 2018
Stefano Santoro, Dall’Impero asburgico alla Grande Romania. Il nazionalismo romeno di Transilvania fra Ottocento e Novecento, Milano, FrancoAngeli, 2014
Stefano Santoro - Francesco Zavatti (a cura), Clio nei socialismi reali. Il mestiere di storico nei regimi comunisti dell'Europa orientale, Milano, Unicopli, 2020
Vladimir Tismăneanu, Stalinism for all Seasons. A political History of Romanian Communism, Berkeley, University of California Press, 2003
Katherine Verdery, National Ideology under Socialism. Identity and Cultural Politics in Ceauşescu’s Romania, Berkeley, University of California Press, 1995
R. Yeomans, Visions of Annihilation. The Ustasha Regime and the Cultural Politics of Fascism, 1941-1945, Pittsburgh, Pa., University of Pittsburgh Press, 2013
Lezioni frontali anche con l'ausilio di strumenti multimediali, lettura, analisi e discussione di fonti e della storiografia concernente i temi affrontati, esposizione orale, alla fine del corso, di una relazione e presentazione della stessa in forma scritta prima dell’esame. Saranno lette e analizzate anche alcune fonti in lingua romena, la cui traduzione sarà fornita dal docente.
I materiali delle lezioni saranno messi a disposizione su Moodle.
Le lezioni si tengono in presenza e vengono registrate. Le registrazioni sono disponibili su MS Teams per 12 mesi, periodo che inizia dalla fine della singola lezione.
Gli studenti e le studentesse con particolari necessità (a titolo di esempio: affetti/e da particolari disabilità, lavoratori/lavoratrici, atleti, "adulti" (non neo-diplomati), genitori, detenuti/e, ecc.) che si trovano, in modo stabile o temporaneo, in condizioni particolari che comportano l'impossibilità a seguire le lezioni in presenza, saranno ammessi al collegamento in remoto su richiesta di tale modalità di frequenza al docente. La richiesta, delle cui motivazioni lo studente/la studentessa si assume personalmente la responsabilità, va inviata via email al docente con congruo anticipo rispetto all’inizio delle lezioni.
L’apprendimento sarà valutato mediante una prova orale, della durata di circa 20 minuti, che verterà sia sugli argomenti trattati durante il corso, sia sul contenuto specifico dei volumi assegnati. Inoltre, concorrerà alla valutazione anche la relazione scritta che dovrà essere inviata al docente prima dell’esame tramite email. Il punteggio della prova d’esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi. Per superare l’esame (18/30) lo studente deve dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi formativi previsti e di aver acquisito una conoscenza sufficiente degli argomenti affrontati durante il corso; per conseguire il punteggio massimo (30/30 e lode), lo studente deve dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi formativi previsti e di aver acquisito una conoscenza eccellente di tutti gli argomenti trattati.
Questo insegnamento approfondisce argomenti strettamente connessi a uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.